Storie di sviluppo rurale
Una casa per mettere radici
A Limana, in provincia di Belluno, Mariangela Segat accompagna persone in condizioni di fragilità verso l’autonomia. La casa gestita da Fondazione Progetto Uomo offre la possibilità di restare, dare continuità al lavoro e costruire un futuro, contribuendo alla vita della comunità e alle attività produttive del territorio.
«Un intervento che incontra le esigenze del territorio, aumentandone la coesione sociale e contrastando lo spopolamento. Un intervento per le persone, ma che ha un beneficio anche per il territorio».
Mariangela Segat (CEIS di Belluno – Fondazione Progetto Uomo)
La Storia
Nelle storie delle persone accolte nella casa di Fondazione Progetto Uomo, a Limana, Mariangela Segat ha riconosciuto qualcosa di familiare.
Le loro storie le hanno riportato alla mente le migrazioni della propria famiglia e di tante persone del bellunese: partenze, ricerca di lavoro, vite da ricostruire lontano da casa. «Conoscere le loro storie mi ha fatto venire in mente storie di migrazione della mia famiglia e anche di persone che conosco di questa provincia». Nel racconto di chi arriva oggi riaffiora così la memoria di un territorio che ha visto partire molti dei suoi abitanti.
Ascoltare queste esperienze significa rileggere una parte della propria storia.
Mariangela è responsabile dei progetti di area sociale del CEIS di Belluno (Centro Italiano di Solidarietà di Belluno), a cui è stato affidato il servizio di housing sociale da Fondazione Progetto Uomo. Si occupa da sempre di persone in condizioni di fragilità. Il servizio di ospitalità avviato a Limana l’ha portata a conoscere più da vicino anche le persone richiedenti asilo. Un’esperienza nuova, in cui l’ascolto delle esigenze di ciascuno è il punto da cui partire per individuare il percorso da seguire.
La difficoltà che queste persone incontrano può sembrare un paradosso: trovano un lavoro e non riescono a trovare una casa. Nella provincia di Belluno esistono possibilità di occupazione, ma per chi viene da fuori accedere a un alloggio in affitto è difficile.
Le abitazioni disponibili sono poche e chi si trova in una situazione di maggiore fragilità spesso non possiede le garanzie richieste per stipulare un contratto. Anche quando c’è un impiego, il percorso verso una vita autonoma può arrestarsi davanti a questo ostacolo. La difficoltà abitativa mette così in discussione la possibilità di restare nel territorio in cui si è cominciato a lavorare.
La Fondazione Progetto Uomo ha messo, quindi, a disposizione una casa di proprietà e ne ha affidato la gestione al CEIS. Il sostegno delle politiche di sviluppo rurale, veicolate tramite le Strategie dei Gruppi di Azione Locale, ha consentito di acquistare e installare arredi ed elettrodomestici, preparando gli spazi all’ospitalità. La casa ha aperto le sue porte nel novembre 2025, offrendo una risposta concreta al fabbisogno del territorio. Da allora ha ospitato 21 persone, per un totale di 2.136 giornate di ospitalità e attualmente vi abitano 12 persone.
Per Mariangela e per gli operatori, l’ingresso nella struttura è l’inizio di un accompagnamento che guarda alla vita della persona nel suo insieme. Non tutte le storie hanno lo stesso punto di partenza: per questo l’accoglienza è affiancata da progetti individuali. Il bisogno di un alloggio è ciò che le accomuna, ma il cammino successivo tiene conto delle condizioni e delle possibilità di ciascuno. «Promuovere l’autonomia di persone in condizioni di fragilità significa occuparsi di tutto il progetto di vita, comprensivo dell’abitazione e del lavoro e dell’inclusione nel contesto sociale».
Gli obiettivi delle politiche di sviluppo rurale incontrano così il lavoro di chi accompagna persone in situazioni di fragilità verso l’autonomia. «Un approccio educativo che punta sempre a sviluppare le potenzialità. Ogni aiuto viene dato con l’obiettivo di sviluppare le capacità e le competenze di queste persone che poi restituiscono al territorio quello che hanno ricevuto. Aiutare chi si trova in condizioni di fragilità significa favorire il passaggio da destinatario di un intervento a parte attiva della comunità, contribuendo allo sviluppo del territorio e al miglioramento economico e sociale della provincia».
Le persone attualmente ospitate lavorano nell’agricoltura, nella manifattura e nella ristorazione. La disponibilità di un’abitazione permette loro di dare continuità agli impegni professionali e di guardare al futuro con una maggiore stabilità. È qui che il cambiamento prende forma: nella possibilità di proseguire un percorso lavorativo, che senza un alloggio rischierebbe di interrompersi. Mettere radici significa anche questo: trovare le condizioni per restare e sentirsi parte di un luogo. La casa di Limana offre una base da cui costruire questo legame, attraverso il lavoro e le relazioni con la comunità.
Questa possibilità dà valore anche al territorio. Nelle aziende locali, le persone impiegate portano competenze ed esperienza: poter rimanere significa costruire un percorso nel lavoro svolto e nella formazione ricevuta. Rispondere a un bisogno abitativo sostiene così anche le attività produttive alla ricerca di personale. «Un intervento che incontra le esigenze del territorio, aumentandone la coesione sociale e contrastando lo spopolamento. Un intervento per le persone, ma che ha un beneficio anche per il territorio».
Beneficiario
Fondazione Progetto Uomo
Operazione
Acquisto arredi e elettrodomestici per l’ospitalità
Tematica
Sviluppo del territorio
Importo del sostegno
€ 40.170,00
Intervento
Sviluppo locale partecipativo LEADER GAL Prealpi Dolomiti
ISL04 – Investimenti non produttivi in aree rurali
Programmazione
CSR Veneto 2023-2027
Fondazione Progetto Uomo
Beneficiario
Fondazione Progetto Uomo
Operazione
Acquisto arredi e elettrodomestici per l’ospitalità
Intervento
Sviluppo locale partecipativo LEADER GAL Prealpi Dolomiti
ISL04 – Investimenti non produttivi in aree rurali
Tematica
Sviluppo del territorio
Importo del sostegno
€ 40.170,00
Programmazione
CSR Veneto 2023-2027
Fondazione Progetto Uomo
Via Roma, 63, 32020 Limana BL, Italia
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