Studi sulla semplificazione della PAC

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Pubblicato il: 15 Luglio 2025

La semplificazione è la minimizzazione dei costi non strettamente necessari al raggiungimento degli obiettivi della PAC e la riduzione degli oneri amministrativi sia per le amministrazioni che per i beneficiari.

E’ uno dei propositi della proposta di revisione della PAC 2023-2027 ed è una costante riflessione comune a tutti gli attori della governance multilivello (istituzioni UE, Masaf, Regioni).

La Rete europea della PAC (“EU CAP Network”) ha illustrato un proprio studio avente ad oggetto l’identificazione delle aree di complessità amministrativa in capo ai beneficiari della PAC al fine di individuare le principali azioni di semplificazione. 

 

In particolare, le maggiori aree di complessità sono state riscontrate nella domanda di sostegno per gli interventi ad investimento e nel conformarsi ai requisiti stabiliti dagli eco-schemi e dalle Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali. Secondo lo studio, le principali cause di ciò risiedono, tra l’altro, nella approvazione tardiva della legislazione, nelle modifiche frequenti alla regolamentazione multilivello e nella sua applicazione rigida, nelle multiple richieste di documentazione a supporto e nei problemi connessi alla domanda geospaziale e relativa conformità.

Lo studio attribuisce il 60% di complessità regolamentare anche alle scelte degli Stati membri: in tal senso l’indagine non esplora l’impatto sul carico burocratico dovuto alla mancanza di chiarezza e tempestività del quadro giuridico europeo e alla rigidità degli “audit” europei da parte della Commissione e della Corte dei conti, che hanno portato ad esempio alla regola dei tre preventivi. 

Tra le soluzioni proposte, anche al fine di ridurre il tempo che gli agricoltori spendono nel comprendere i requisiti, vi sono quelle di ridurre i numeri degli interventi all’interno dei Piani strategici, di ampliare il dialogo inter-amministrativo, di adattare i requisiti alle piccole aziende agricole.