Avviata la nuova strategia di sviluppo locale LEADER per il Veneto

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Pubblicato il: 20 Dicembre 2023

La Regione del Veneto ha individuato i nove Gruppi di azione locale che attueranno la strategia LEADER 2023-2027 e assegnato loro le risorse per i relativi interventi.

 

Con la deliberazione n. 1510 del 4 dicembre, la Giunta Regionale ha approvato la graduatoria finale delle nove domande di aiuto presentate nell’ambito dell’intervento SRG 06 “LEADER – Attuazione strategie di sviluppo locale” del CSR 2023-2027. Le domande di aiuto sono state presentate da partenariati locali denominati “Gruppi di azione locale (GAL)” che hanno proposto le relative Strategie di Sviluppo Locale (SSL).

 

Complessivamente le 9 strategie possono contare su una dotazione complessiva di 46,5 milioni di euro di cui 38,5 milioni di euro sono destinati al finanziamento di operazioni sul territorio attraverso i bandi che saranno predisposti dai GAL e 8 milioni di euro serviranno per le spese di gestione e animazione. Le risorse sono cofinanziate dall’Unione europea, dallo Stato italiano e dalla Regione del Veneto.

 

Di seguito i nove GAL che attueranno la strategia LEADER in Veneto per il periodo 2023-2027:

 

Gal Alto Bellunese

Gal Prealpi Dolomiti

Gal Patavino

Gal Montagna Vicentina

Gal Delta Po

Gal Adige

Gal Alta Marca

Gal Baldo Lessinia

Vegal

 

Cos’è il LEADER

Lo Sviluppo locale LEADER è attuato attraverso Strategie di Sviluppo Locale (SSL), ai sensi degli articoli da 31 a 34 del Reg. (UE) 2021/1060. Allo sviluppo locale LEADER il CSR 2023-2027 per il Veneto attribuisce un ruolo strategico nel favorire la vivibilità delle zone rurali contribuendo a limitare o invertire gli effetti negativi causati dal continuo spopolamento delle aree rurali, in particolare quelle più marginali.

L’azione del LEADER mira a contrastare le due tendenze principali dello spopolamento, strettamente connesse tra loro: da una parte le poche opportunità lavorative, imprenditoriali, sociali e culturali, dall’altra l’inadeguatezza e il graduale venir meno di servizi sia pubblici che privati fondamentali per la vivibilità quotidiana.